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19 gennaio 2009

10 domande a… Marco Milivinti

Marco MilivintiMarco Milivinti è il cuore del downhill italiano. Cuore e polmoni. «Marco parla poco, va tanto in bici e suda ogni risultato», dice di lui l’amico-rivale Alan Beggin. Il valtellinese, fino alla scorsa stagione in sella al team Ancillotti, nel 2007 e nel 2008 si è tolto delle belle soddisfazioni e, escludendo un paio di infortuni di troppo, è stato l’emblema della regolarità. Tutto inizia a Vigo, nel 2007, con un eccellente decimo posto in coppa del mondo, per poi proseguire sulla terribile discesa di Champéry, dove entra nei top rider sia in qualifica, sia sotto il diluvio della finale. I risultati migliori, il “Mili” li coglie in casa. Vince a Caldirola, nel 2008, in un inizio di stagione esaltante nel quale sembra dover dominare il calendario italiano. Poi è il migliore degli italiani, 15esimo, al mondiale di Commezzadura, e coglie un ottimo quarto posto all’europeo di Caspoggio.
A luglio inizia a girare storto: prima l’italiano a Pila, dove fora in qualifica e butta la gara in cui era favorito d’obbligo in finale. Poi si infortuna ad una caviglia a Canazei, compromettendo la classifica del circuito italiano e le successive tappe di coppa del mondo.
A fine stagione la firma con il rafforzatissimo team Dayco, per un 2009 in cui l’obiettivo primario, oltre alla maglia tricolore, è entrare costantemente nei primi venti in coppa del mondo. (more…)

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