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6 luglio 2008

Collio: una bufera fa saltare la gara degli agonisti. Sottocornola domina tra gli amatori

Gara interrotta e tutti a casa. Dopo che gli amatori sono scesi sotto la pioggia, i responsabili federali e l’organizzazione hanno deciso di interrompere la prova valida come terza tappa del circuito italiano di downhill, a Collio, in Val Trompia, domenica 6 luglio. Partenza della finale ritardata dalle 14 alle 14.30, giusto in tempo per partire sotto il diluvio: un’ora di pioggia intensa e grandine. I rovesci si sono alternati ad ampi sprazzi di sole, e il tracciato non ne ha risentito eccessivamente, ma tra il disappunto generale è stata presa la decisione di annullare la gara, al termine di un week end impegnativo per tutti gli atleti. In partenza, pioggia e grandine hanno reso impossibile il lavoro dei commissari di percorso e dei giudici di gara, costringendo a questa decisione che ha lasciato interdetti molti atleti: chi si trova bene con pista bagnata, chi aveva fatto pretattica ed era caldo per la gara, chi semplicemente voleva correre al termine di un week end di impegno. Ma la gara non c’è stata: è stata interrotta dopo una quindicina di discese degli atleti che si erano classificati a fondo classifica in semifinale.
La pista, molto fisica e lunga, aveva impegnato rider e mezzi al massimo: terreno naturale, rocce, sponde e salti artificiali su più di cinque minuti di gara giù dal Monte Pezzeda. Davide Sottocornola ha preceduto tra gli amatori, scesi tutti sotto l’acqua, Andrea Bugnone e Andrea Aleotti. Tra le donne, Silvia Ferracin scende contro il parere dei medici, a causa di un incidente in prova, e vince anche grazie al ritiro di Anna Ivana Sparano.
Al via tra gli agonisti si erano presentati tutti i migliori, e in qualifica si erano confermati nello stesso ordine d’arrivo di Caldirola, Marco Milivinti, con il miglior tempo nonostante una scivolata nella parte finale, Alan Beggin e Marco Bugnone. Qualche atleta aveva preferito tirare i freni in qualifica per fare pretattica: qualcuno dei più forti stranieri era a fondo classifica. Da segnalare le due cadute in qualifica per Lorenzo Suding, di cui una molto violenta, che non lo hanno fermato su una pista che ama: ha chiuso quinto. Elisa Canepa ha segnato il miglior tempo tra le agoniste, davanti a Elisa Fantonetti e Federica Perardi.

Classifica finale uomini (amatori)
1. Davide Sottocornola (Itaia, Cicobikes) in 7’11”24
2. Andrea Bugnone (Italia, La strana officina) in 7’44”78
3. Andrea Aleotti (Italia, Ancillotti team) in 8’00”61
4. Ronni Rossi (Italia, Tregin bike) in 8’01”78
5. Paolo Alleva (Italia, Iron Horse – Playbiker) in 8’16”86
6. Oscar Colombo (Italia, Scout) in 8’18”74
7. Gianluca Aleotti (Italia, Ancillotti team) in 6’38”61
8. Michele Nodari (Italia, Free bike Erbusco) in 8’41”95
9. Daniele Fusconi (Italia, Surfing shop) in 8’42”31
10. Luca Fusani (Italia, La sgommata) in 8’45”52
68 classificati

Classifica finale donne (amatori)
1. Silvia Ferracin (Italia, Biciaio) in 42’52”36
1 classificata

Classifica qualificazioni uomini (agonisti)
1. Marco Milivinti (Italia, Ancillotti team) in 5’16”60
2. Alan Beggin (Italia, Mapei) in 5’16”67
3. Marco Bugnone (Italia, Ancillotti team) in 5’19”52
4. Ben Reid (Irlanda, Just Reid) in 5’24”03
5. Lorenzo Suding (Italia, Iron Horse – Playbiker) in 5’25”10
6. Nathan Rankin (Nuova Zelanda, Iron Horse – Playbiker) in 5’28”27
7. Davide Don (Italia, Pedroni – Kjub) in 5’30”18
8. Adam Brayton (Gran Bretagna, Iron Horse – Playbiker) in 5’30”56
9. Massimo Rosson (Italia, Trentino action) in 5’33”09
10. Carlo Gambirasio (Italia, Surfing shop) in 5’33”24
68 classificati

Classifica qualificazioni donne (agoniste)
1. Elisa Canepa (Italia, Iron Horse – Playbiker) in 6’54”60
2. Elisa Fantonetti (Italia, Ancillotti team) in 8’36”88
3. Federica Perardi (Italia, Dayco) in 9’28”54
3 classificate

Categorie
Classifica master sport

1. Davide Sottocornola (Itaia, Cicobikes) in 7’11”24
2. Andrea Aleotti (Italia, Ancillotti team) in 8’00”61
3. Michele Nodari (Italia, Free bike Erbusco) in 8’41”95
4. Luca Fusani (Italia, La sgommata) in 8’45”52
5. Nicola Balduchelli (Italia, Brescia dh) in 9’07”29

Classifica master 1 e 2
1. Andrea Bugnone (Italia, La strana officina) in 7’44”78
2. Ronni Rossi (Italia, Tregin bike) in 8’01”78
3. Paolo Alleva (Italia, Iron Horse – Playbiker) in 8’16”86
4. Oscar Colombo (Italia, Scout) in 8’18”74
5. Gianluca Aleotti (Italia, Ancillotti team) in 6’38”61

Classifica master 3 e 4
1. Gianpaolo Mazzoni (Italia, Scout) in 9’11”11
2. Francesco Baroni (Italia, Cicobikes) in 9’23”07
3. Giovanni Barbolini (Italia, Surfing shop) in 9’25”11
4. Massimo Tosadori (Italia, Team Nicoli) in 10’19”59
5. Claudio Oprandi (Italia, Axo – Commençal) in 10’31”19

Link
Le classifiche complete (pdf): qualificazioni agonisti e amatori, finale amatori, categorie amatori.
I risultati della prima tappa del circuito, a Pragelato.
I risultati della seconda tappa del circuito, a Caldirola.
Il report del team Iron Horse – Playbiker (in inglese).
Il report del team Ancillotti.
Una discussione sull’argomento.

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13 commenti »

  1. io non l’avrei mai annullata…il meteo fa parte del gioco…io sono partito tra i primi ma nonostante le condizioni climatiche sono sceso mooolto bene e mi sono visto togliere la mia discesa…se proprio era un problema la grandine si aspettava un quarto d’ora e si ripartiva…boh..

    Commento di jack — 6 luglio 2008 @ 22:49

  2. io sono uno di quelli che si era prefissato di partire tra i primi alle 14 e se cosi fosse stato, avrei corso, sul asciutto e con l’assetto che mi ero studiato nelle prove… delusione totale dei cronometristi e organizzatori non sono state neanche stati stilati gli orari di partenza. se non sapete fare il vostro lavoro, andate a casa!! siamo in federazione, gli zimbelli di tutto il globo! e voi volete alzare il livello degli atleti nazionali? ma fatemi il favore… cosi non fate altro che far morire questo sport…

    Commento di Leonardo — 7 luglio 2008 @ 11:16

  3. Cambi le regole? Metti qualifica e una sola manche? Permetti che si vengano a creare giochi di pretattica? Però poi vai a rovinare la gara di coloro che si aspettavano di partire regolarmente ad un certo orario, come da programma.

    Ma fosse solo questo, non sarebbe così grave.

    Infatti il cambiamento di regoalmento è stato al fine di garantire un cronometraggio CORRETTO!

    Bene non è stato così: gravi errori sin dalla qualifica con gente che si è vista con tempi più alti di coloro che aveva superato nella propria run di qualificazione.
    Tempi presi a caso durante la gara per alcuni atleti che si sono ritrovati, non certo per colpa loro, nella fase più convulsa della gara.

    Io non contesto le regole, 1,2,3 o 10 manche, facciano come gli pare, non mi cambia poi molto: alle regole ci si addegua anche.
    Pretendo semplicemente un servizio di cronometraggio equo e giusto per tutti, senza errori di sorta. Basta con ritardi nel programma di gara, ed errori grossolani nei tempi finali.

    Chiedo tanto? Non credo dovrebbe essere il MINIMO garantito.

    Commento di Luca — 7 luglio 2008 @ 12:14

  4. http://www.xride.it/forum/freeride-dh-f64/fci-e-cronometristi-a-collio-t6760.html

    Qua potete dire la vostra sulla FCI ed i cronometristi.

    Commento di cristiano — 7 luglio 2008 @ 19:40

  5. Andiamo sempre peggio, a Pragelato un nostro atleta nonostante abbia fatto la sua gara non è risultato in classifica, nonostante il reclamo “secondo i giudici lui non ha corso”… A Caldirola nelle qualifiche, molti atleti con problemi tecnici hanno tranquillamente tagliato il percorso pur di arrivare al traguardo, senza essere squalificati, a Collio annullano la gara… Mi chiedo se sia giusto continuare ad investire e spendere tanti soldi in questa specialità… per poi trovare cronometristi e giudici così… improvvisati… Voi che ne dite?
    Ciao
    Team Biciaio

    Commento di Team Biciaio — 8 luglio 2008 @ 13:00

  6. Beh Bicio,
    credo che chi pratichi questo sport, ed investa soldi lo faccia prima di tutto per la passione, visto che i ritorni sono praticamente nulli.
    Però ci dovremmo far sentire, aver voce in capitolo con le federazione, e far cambiare le cose, perchè se c’è qualche cosa che non va, non è possibile che non si risolva.
    Una federazione separata probabilmente potrebbe dare una boccata di aria fresca: bisogna fare qualche cosa e farsi sentire!

    Commento di Luca — 8 luglio 2008 @ 18:42

  7. I problemi, a quanto pare, erano reali per i cronometristi, che non riuscivano a lavorare. Forse bastava attendere che passasse il peggio, chissà.

    Con questo, non voglio difendere la Federazione o i giudici di gara (questa volta sarebbe molto difficile farlo), però vedo l’episodio di Collio come un incidente di percorso. Mi spiego: se in questo periodo tutto andasse bene, una decisione come quella di Collio verrebbe presa “meglio”; con i problemi che i cronometristi hanno in ogni gara e con il cambio in corsa del regolamento deciso dalla Federazione, Collio può essere la goccia che fa traboccare il vaso.

    L’ultima cosa che mi sento di dire è questa: se i rider vogliono creare il famoso (e fantomatico) “comitato piloti”, lo facciano. Se vogliono cambiare le cose, creino una voce autorevole e unitaria per interloquire con la Federciclismo. Se invece tutti gli atleti continueranno a lamentarsi contro la Federazione ma si tireranno indietro appena c’è una riunione o un’iniziativa, non si andrà mai da nessuna parte.

    Ah, e sono certo che le cose si metterebbero a posto da sé se la Federazione comunicasse un po’ meglio le sue decisioni, anziché prenderle d’imperio e senza mai fornire spiegazioni…

    Commento di mtbnews.it — 8 luglio 2008 @ 20:17

  8. Avete tutti ragione! In più ad ostacolare il tutto si ci è messo anche il tempo.
    Il problema è che, a mio giudizio, lo staff dei giudici e dei cronometristi (forse perchè non hanno a loro disposizione i mezzi adeguati) non sono in grado di compiere il loro lavoro in maniera corretta. L’atleta che scende, ad oggi, non è in grado di sapere subito il tempo che ha impiegato inoltre non è sicuro che quello sia effetivamente corretto o il suo. Vi ricordo che stiamo parlando del Circuito Italiano e non delle gare “parocchiali”.
    Se provate ad andare a fare qualche gara regionle, per esempio, in Francia vi rendete conto che poi non è così difficile dare subito i tempi corretti agli atleti che scendono, basta un semplice tabellone sul quale all’arrivo di ogni concorrente venga scritto il suo tempo.
    Vi posso assicurare che nella prima gara di Pragelato ho assitito ad uno spiacevole spettacolo: un’atleta voleva delucidazioni sul suo tempo a fine gara e un giudice, con molta maleducazione, gli ha detto di fare ricorso scritto!!!
    La direzione gara era stata pessima il cronometraggio a dir poco deludente, almeno l’educazione e la cortesia verso chi si era impegnato al massimo poteva esserci!!!
    Tanti Saluti a tutti

    Commento di luca baduer — 9 luglio 2008 @ 09:43

  9. Beh Luca, visto che non vi è nessun tipo di ritorno come investimento nella dh e lo si fa solo per passione, sarebbe meglio che fossimo trattati un po meglio, prima o poi i soldi finiscono e chi ci va piu? A riguardo l’articolo, non trovo giusto ed onesto lo scritto su Silvia Ferracin: scende a piedi…. e vince anche per il ritiro di Ivana Sparano… se guardate le classifiche di Caldirola potete vedere il suo tempo e chi si è messa dietro… per vostra notizia Silvia ha corso nonostante una caduta la mattina ed il medico l’avesse sconsigliata di correre e di andare in ospedale per accertamenti… ora si trova con un grosso ematoma interno con versamento di sangue… ciao

    Commento di Team Biciaio — 9 luglio 2008 @ 10:13

  10. Grazie Biciaio per la segnalazione su Silvia Ferracin. Non sapevo fosse caduta, rettifico l’articolo.
    Su MTBnews.it cerchiamo sempre di parlare dei risultati delle poche donne coraggiose che gareggiano, ma purtroppo reperire informazioni su di loro non è mai semplice.

    Commento di mtbnews.it — 9 luglio 2008 @ 10:28

  11. Sono d’accorco con voi team biciaio: ritorno economico in questo sport non ce n’è, però credo che meritiate un trattamento migliore. Forse bisognerebbe davvero creare dei rappresentanti dei piloti che potessero discutere dell’organizzazione delle gare e del regolamento con la federazione. Per quanto riguarda i tempi si potrebbero adottare quelle machinette che non so come si chiamano da mette sulle bici in modo da avere sicuramente il tempo esatto.

    Commento di luca baduer — 9 luglio 2008 @ 22:18

  12. nell’enduro non le usano (non so nel mx) quindi non vedo perche’ questo aggravio economico solo perche’ sono degli incompetenti.

    riuscirei molto meglio io a fare questo mestiere…

    Commento di cristiano — 10 luglio 2008 @ 10:13

  13. Giudici e cronometristi dei veri incompetenti!!!!
    Avete proprio ragione

    Commento di luca baduer — 15 luglio 2008 @ 18:42


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